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Il Vangelo quadriforme
 


Oltre alle presunte motivazioni economiche hanno sicuramente influito in modo determinante anche motivazioni più spirituali a formare l'attuale concezione cattolica cristiana intorno alla figura di Gesù. Essa, sostiene che Gesù Cristo é "Il verbo fattosi uomo", cioè l'incarnazione umana di Dio. In pratica Lui è Dio stesso sceso in terra con sembianza umana. In altri testi gnostici, Gesù é invece considerato un uomo comune ma che a differenza degli altri uomini ha in sé la scintilla divina, ha quella conoscenza e comprensione celeste che lo mette a stretto contatto con Dio. Tale condizione umana spiegherebbe il motivo per cui Gesù pregava "suo padre" ed implorava il suo aiuto anche nella tragica crocifissione. Infatti secondo alcuni gnostici, se Dio e Gesù fossero la stessa entità spirituale non si spiegherebbe perchè Gesù pregasse se stesso e considerasse se stesso "suo padre".

Ricordando che hai primordi del cristianesimo sia in Palestina che nell'antica Roma si veneravano varie divinità, ognuna delle quali aveva una specifica funzione protettiva o propiziatoria, si potrebbe pensare che per dare "autorevolezza" al prescelto Gesù egli stesso dovesse essere un dio? Nel contesto storico nel quale visse Gesù, dunque, appariva impensabile far credere alla gente di quel tempo sia che il loro dio fosse sbagliato sia che la loro devozione avrebbe dovuto essere rivolta  verso un semplice uomo fatto di carne ed ossa.
Nel II secolo l'imperatore romano Turtelliano iniziò ad allentare la morsa sui cristiani ma solo il suo successore Costantino invertì nettamente la marcia e trasformò i cristiani da perseguiti a persecutori, fino ad arrivare al 392 d.C. quando l'imperatore Teodosio emanò un editto che prevedeva la pena di morte per chi frequentava un tempio non cristiano. Tornando a Costantino egli riuscì a poco a poco ad integrare i cristiani nella cultura religiosa romana e  riuscì a farne assimilare i dogmi. Tuttavia i cristiani erano frazionati in tante sottocorrenti ognuna delle quali aveva una propria fisionomia religiosa costruita attorno ad un particolare evangelista. Se a ciò si aggiunge che anche i vangeli erano molto numerosi si può comprendere quanto fu difficile arrivare ad ottenere una religione omogenea. Ad esempio quando ci si trovò di fronte a scritti gnostici come i testi valentiniani che precludevano una investitura divina dei propri adepti i quali pensavano di possedere in esclusiva la facoltà di comprendere il vero messaggio di Gesù come si poteva raccordare ciò rispetto alla democratizzazione religiosa che in quel periodo si tentava di fare?  Come afferma Elaine Pagels nel suo libro "Il vangelo di Tommaso'', Costantino si convertì al cristianesimo dopo aver avuto una visione mistica ma da solo non sarebbe mai riuscito nell'intendo di riunire in un unico grande credo tutta la comunità cristiana, anche perché non ne aveva le competenze. La fortuna volle che il suo alleato Ireneo di Lione era già esistito ed aveva già intrapreso anch'egli una battaglia ideologica che mirava ad unificare le correnti cristiane in una unica corrente formando le basi dell' attuale ortodossia della Chiesa Cattolica. Ireneo aveva provato sulla propria pelle la persecuzione cristiana subendo la perdita del suo adorato maestro Policarpo che catturato dai romani non volle rinnegare la fede in Dio e per questo fu selvaggiamente ucciso il 23 Febbraio del 167. Egli, spaventato dalla frammentazione dei cristiani e temendo una alienazione che avrebbe mutato il messaggio originario del cristianesimo, decise di agire componendo una poderosa opera in cinque volumi intitolata "Trattato contro le eresie". Quest'opera si prefiggeva come scopo quello di elencare gli scritti sacri "ortodossi", quelli cioè che raccontano l'unica ed immutabile verità e che indicano la giusta strada spirituale.

Nel IV secolo Costantino riunì i vescovi a Nicea, località sulla costa Turca, per dare vita al "codice niceno" in cui confluirono anche gli insegnamenti di Ireneo dando vita alla canonicità del vangelo quadriforme composto dalle memorie di Marco, Matteo, Luca e Giovanni. Da quel momento quelli che erano tutta una serie di gruppi cristiani sparsi si videro costretti a confluire verso la linea ortodossa del vangelo quadriforme o rischiare la scomunica con il marchio dell'eresia. Persino i valentiniani in parte si dispersero e molti rinunciarono (almeno ufficialmente) alla loro scintilla divina che li rendeva recettivi al vero messaggio di Dio.

Lo scrittore Corrado Augias con il supporto dell'esperto in religione Mauro Pesce, avanza anche altre ipotesi presenti nel suo libro "Inchiesta su Gesù" circa l'origine dei testi canonici, in particolare spiega che la raccolta dei vangeli "ortodossi" fu una sorta di reazione alle teorie di Marcione che verso la metà del II secolo fu rinnegato dalla Chiesa e bollato come eretico.


 


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